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Galateo Blog

31. Jan
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KvB

Business etiquette: ci vuole la giusta distanza

Questione di distanza. Sembra un concetto obsoleto e poco importante, ma come ci dimostrano le teorie della prossemica spesso è proprio la distanza che fa la differenza.

Lo ha capito anche la compagnia aerea olandese KLM, che ha utilizzato il concetto della distanza corretta per uno spot pubblicitario per la business class. Nello spot vediamo un signore che si siede proprio accanto a un altro signore in sala d’attesa. L’altro alza lo sguardo, è irritato e cambia posto. Poi il signore si avvicina “troppo” a una persona in piedi, e così via. Lo spot finisce con l’immagine della nuova business class, che prevede un sedile vuoto tra due passeggeri dell’aeroplano, per rispettare lo spazio e la privacy di tutti.

Nella business étiquette, o etichetta degli affari, la distanza diventa un concetto fondamentale, che può aiutare a instaurare buoni rapporti professionali. Come facciamo a capire qual è la distanza giusta che dobbiamo mantenere dal nostro interlocutore? La regola generale dice che nell’emisfero nord della terra, è circa una lunghezza di braccio. Questa è la distanza che viene percepita come gradevole dalla maggior parte delle persone. Chi vive più a nord, la manterrà più a lungo, anche dopo aver conosciuto meglio una persona, chi vive a sud, si avvicinerà più facilmente.

Secondo gli studiosi della prossemica, esistono quattro diversi tipi di distanza:

• Distanza intima 0- 45cm: è la distanza comunemente adottata fra madre e figlio, ma anche fra partner. Il contatto fisico in questi casi non crea né soggezione né fastidio. Consente di sentire il calore e l’odore dell’altro, ed è possibile percepirne le emozioni.

• Distanza personale 45-70/100cm: amici o persone per le quali proviamo attrazione. Chi interagisce a una distanza personale infatti può toccarsi e scambiarsi sguardi con una certa frequenza e l’odore non è facilmente percepibile.

• Distanza sociale 120-200 cm: regola i rapporti formali e normalmente è la distanza richiesta quando si interagisce con impiegati negli uffici, nonché dipendenti e colleghi.

• Distanza pubblica oltre 2 m: a queste distanze ci si percepisce come elementi facenti parte dell’ambiente. Ad esempio per strada, in stazione, a eventi pubblici.

E se il nostro partner d’affari continua a sorpassare la distanza sociale ed entrare nella distanza personale? Succederà che il nostro corpo inizia a inviare dei segnali inconsci, tra cui la bocca stretta, l’irrigidimento dei muscoli, l’indietreggiare con il busto e un accenno a un ghigno. Noi abbiamo poi la possibilità di aumentare la distanza, facendo un passo indietro (o spostando il peso da una gamba sull’altra), oppure mettendoci in diagonale verso il nostro interlocutore.

L’atteggiamento più facile rimane la tolleranza, pensando ad altro e sorridendo.

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