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KvB

Galateo Blog

10. Mar
2015
Verfasser:
KvB

Come insegnare le buone maniere ai bambini

Questo post lo voglio dedicare a tutte le mamme e naturalmente anche ai papà. Nei miei corsi mi viene chiesto spesso se è veramente possibile insegnare le buone maniere ai bambini. La mia risposta è sempre la stessa: i bambini imparano da ciò che vedono, quindi siamo noi a dovergli dare un buon esempio. Detto questo, ci sono alcuni trucchi per convincere anche i più piccoli a seguire le regole del bon ton.

Dobbiamo tenere sempre presente che difficilmente i bambini accettano regole senza capire il loro perché. Affermazioni come ‘non mettere il dito nel naso, stai dritto, oppure non si gioca con la forchetta, non portano a nulla. E’ molto importante spiegare perché non ci piace che loro si comportano in un certo modo. Quando quindi il bambino si mette il dito nel naso, dobbiamo tener presente che è ancora piccolo, e ha bisogno di scoprire il suo corpo. Mentre per noi è semplicemente un gesto non conforme alle regole della società, per lui/lei è un modo per capire cosa si trova esattamente in un posto nascosto del proprio corpo. Un invito, espresso in modo gentile, del tipo ‘non mi piace guardarti quando ti metti il dito nel naso, per favore fallo nella tua camera, e poi torna a tavola (con le mani lavate)’,  verrà accettato più facilmente che un rimprovero. E così possiamo trovare per ogni regola una giustificazione: con la forchetta non si gioca, perché potrebbe farsi male; sulla sedia si sta dritti, perché così lo stomaco fa meno fatica a digerire; non è carino arrivare in ritardo alla merenda dalla nonna, perché il cacao preparato da lei, si raffredda e così via. Un bambino non capisce in fondo il significato di ‘sei stato bravo’, ma prova enorme soddisfazione quando mamma e papà gli dicono ‘mi è piaciuto molto come hai salutato la zia oggi’.

Altra cosa fondamentale è il principio dell’immagine riflessa: i bambini sono il nostro specchio e imparano da ciò che facciamo, non da ciò che diciamo.  Come genitore è fondamentale dare il buon esempio, se vogliamo che i nostri piccoli si comportano in un certo modo, dobbiamo farlo anche noi. Loro sono a tutti gli effetti delle persone, e hanno gli stessi diritti e doveri nostri. Quando ci rivolgiamo a loro, dobbiamo servirci dello stesso tono che vorremmo loro utilizzassero con noi. Espressioni come ‘Grazie’, ‘Prego’, ‘Mi ha fatto piacere’ non dovrebbero mai mancare in famiglia.

Non possiamo pretendere dai bambini che si comportano fuori diversamente come a casa. Se a casa possono mangiare come vogliono, è inutile pretendere al ristorante un comportamento diverso. Anche qui vale la regola del buon esempio. Apparecchiare la tavola in modo carino e coretto, per qualsiasi pasto, anche per la merenda, fa capire ai bambini che il pasto è un’occasione speciale e importante.

Anche l’abbigliamento non dovrebbe essere sottovalutato: a tavola si arriva puliti e ordinati, mai in mutande o costume, vale anche per papà e mamma. E anche quando passiamo tutta la giornata a casa, a fare pulizie o a giocare, bisognerebbe essere sempre ‘presentabili’, quindi vestiti per poter accogliere un ospite inaspettato senza doverci vergognare.

Un trucco ‘last minute’ per i genitori disperati: se c’è qualcosa che vi infastidisce proprio tanto, e nessuna spiegazione ha portato successo, si può sempre ricorrere al trucco del ‘gioco di detective’. Preparate un cartello con le ‘regole di famiglia’. Ogni regola che non viene rispettata ha un valore. Per esempio: gomiti in tavola 10 cent; alzarsi da tavola prima della fine del pasto 20 cent; dire parolacce 40 cent. Chi non osserva una di queste regole, deve pagare nella cassa comune. Vale anche per mamma e papà. Con i soldi raccolti potete decidere di fare qualcosa insieme, oppure dargli come premio a chi non ha mai avuto la ‘multa’.

Concludendo vorrei sottolineare che le buone maniere servono per rendere la vita più facile, non per complicarla. Ed è proprio questo concetto che cerco di insegnare ai bambini che vengono ai miei corsi. Un sorriso apre tante porte, anche ai più piccoli. Credo sia importante dare al bambino la possibilità di apprendere piccole competenze sociali, per poi potersi muovere con facilità nel mondo degli adulti. E’ giusto dargli del tempo per migliorare e imparare, i bambini non hanno ancora una piena consapevolezza del corpo, ma con un buon esempio da chi li sta intorno tutto è fattibile!

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